Archivio dell'autore: originalex

E in mezzo c’è il mondo

C’è una vibrazione che vive nella natura, all’interno dello stelo di un filo d’erba smosso dal vento e allo stesso tempo nella visione di una montagna innevata, nelle correnti fredde dei suoi crepacci ghiacciati, fin dentro le stalattiti che gocciano gelo fuso.

C’è questa percezione di verità che non riesci a trascrivere su carta, in parole, in pittura o in musica. Puoi darne il profumo, la sfumatura ma sfugge. È la stessa vibrazione delle stelle, la stessa sensazione d’amore, di fratellanza, dell’Io ci sono e sono con te. Io padre o fratello e amico, non sai. Io più grande, che ti avvolge e ti rassicura. Non preoccuparti, comunque Io ci sono, perché sono ciò di cui tu sei fatto, perché non puoi prescindere da questo, al netto delle religioni o di altre strade o strumenti che userai per ascoltarmi, per avvicinarmi a te. Io sono l’energia, la luce, la forza, la vita. Sono ciò che tutto ha fatto e che in tutto vive e dove tutto tornerà. Io sono questo dall’inizio alla fine.

E in mezzo c’è il mondo.


Come ricaricale la molla del battente di un cancello

Più facile di quanto sembra… ;O)


La morale politica

Essere sobri ed attuare ciò che è possibile, e non reclamare con il cuore in fiamme l’impossibile, è sempre stato difficile; la voce della ragione non è mai così forte come il grido irrazionale… Ma la verità è che la morale politica consiste precisamente nella resistenza alla seduzione delle grandi parole… Non è morale il moralismo dell’avventura… Non l’assenza di ogni compromesso, ma il compromesso stesso è la vera morale dell’attività politica

Benedetto XVI, 1981


E voi siete pronti a disintossicarvi?


Che paura… Dai ragazzi! Forza ce la fate! Vivetela questa vita!


Alexa: Elementi di domotica

Inserisco di seguito alcuni elementi compatibili con Alexa da me testati personalmente. Leggete bene la data di Update (Mese – anno) perchè il prodotto potrebbe essere vecchio o il prezzo variato dalla pubblicazione di questo articolo


Ciabatta Wifi 4 prese a comando e 3 USB – Update 01.2019

PRESE WIFI PICCOLE: Ottima qualità prezzo – 12.2018

AMAZON SMART PLUG – Update 12.2018

BroadLink – Apparato a infrarossi 360 °emulatore di telecomandi infrarossi


BradLink – Apparato a infrarossi 360 °emulatore di telecomandi infrarossi _
Update 01.2019

BROADLINK TUTORIAL: https://youtu.be/qnV2KERyQQU


Gestione Menu in WordPress

Speed tutorial su Word Press per ricordarsi… come pubblicare uno speed tutorial su Word Press, per ricordarsi come pubblicare uno speed tutorial su Word Press,
per ricordarsi come pubblicare uno speed tutorial su Word Press
per ricordarsi come pubblicare uno speed tutorial su Word Press… ;O)


Assicurazione auto: ora PDF o FOTO valgono come il cartaceo

Oggi, qualora si venisse fermati dalle autorità stradali, sarà possibile esibire il certificato di assicurazione RC Auto anche nel formato digitale e non per forza e esclusivamente in quello cartaceo, a dimostrazione dell’avveduto pagamento dell’assicurazione: lo ha enunciato il Giudice di Pace di Pontremoli. La sentenza n. 168/2018 enunciata dal Giudice di Pace di Pontremoli potrebbe segnare una vera e propria svolta nell’ambito delle procedure in sede di controllo stradale da parte delle forze dell’ordine.

Fino a qualche tempo fa, infatti, se fermato per un controllo stradale, il conducente era tenuto – a richiesta da parte delle forze di polizia – ad esibire, oltre alla patente di guida in corso di validità e adatta al tipo di veicolo che si sta guidando e alla carta di circolazione, il cosiddetto “libretto di circolazione” che riporta le caratteristiche tecniche del veicolo, anche il certificato di assicurazione in formato cartaceo. Sebbene da tempo, ormai, sia decaduto l’obbligo di esporre sul parabrezza il tagliando dell’assicurazione RC Auto, fino ad ora era comunque obbligatorio tenere all’interno del veicolo il certificato cartaceo che attestasse l’avvenuta assicurazione del mezzo, da esibire come prova dell’avveduto pagamento nel caso in cui si fosse stati fermati per un controllo da parte delle autorità stradali.

Con la sentenza n. 168/2018 enunciata dal Giudice di pace di Pontremoli, invece, le cose da adesso in poi cambieranno. Per la prima volta, infatti, è stato enunciato il principio secondo il quale anche il certificato in formato digitale è da ritenersi valido per l’attestazione dell’avvenuto pagamento della polizza di assicurazione RC Auto. Una vera a propria svolta che semplificherà non poco la procedura di controllo: sarà sufficiente esibire il PDF ricevuto nella propria casella mail all’avvenuta sottoscrizione della polizza, oppure una fotografia tramite uno smartphone o un tablet, perché questa sia ritenuta valida, senza il bisogno di “cercare” in tutti gli scompartimenti del veicolo il corrispettivo certificato cartaceo.

La sentenza è stata enunciata in seguito al ricorso di un conducente che, in sede di controllo stradale, aveva proposto alle autorità di mostrare, come prova della validità in corso dell’assicurazione, una copia digitale del certificato – nel caso specifico, una fotografia dell’assicurazione RC Auto. Nell’occasione presentata, il controllo era stato richiesto dai Carabinieri, i quali si erano rifiutati di accettare come valido un certificato non originale, applicando dunque al conducente la sanzione prevista dal Codice della Strada per “circolazione senza prescritto certificato di assicurazione obbligatoria RCA”. Il contraente, tuttavia, non si è arreso alla disposizione dei militari e ha dunque impugnato la sentenza facendo ricorso Prefetto, il quale, tramite il ricorso al Giudice di Pace di Pontremoli, ha concluso con l’assegnare al conducente la ragione sul caso.

La difesa si è infatti rivolta a una Circolare del settembre 2016 che riconosce al conducente la facoltà di mostrare, in sede di controllo da parte delle autorità stradali, nell’eventualità anche un certificato in formato digitale (fotografia o PDF) o una copia non originale di questo, come una fotocopia, e di dare prova – in seguito e a richiesta – di possedere anche il certificato originale, recandosi con questo agli uffici predisposti. Si tratta di una delle prime sentenze enunciate in merito, nonostante il fatto che la circolare sia del settembre del 2016. Tuttavia si tratta in ogni caso di un bel passo avanti che potrebbe semplificare e velocizzare le procedure di controllo maniera consistente tramite l’utilizzo dei certificati digitali e dunque non originali come prova dell’assicurazione auto.


Adobe Acrobat – Timbro Dinamico personalizzato

Prodotti interessati: Acrobat DC
Ultima pubblicazione: 16 ottobre 2017

Segui i passaggi per creare un timbro dinamico personalizzato o un timbro personalizzato con data automatica tramite Acrobat DC.

  • In Acrobat, accedi a Strumenti > TimbroViene visualizzata la finestra Timbro.
  • Fai clic su Timbri personalizzati > Crea
  • Fai clic su Sfoglia per creare un’immagine timbro da qualsiasi tipo di file elencato nella finestra di dialogo Apri e fai clic su OK.Nota: tutti i tipi di file sono convertiti in PDF.
  • Nella finestra di dialogo Crea timbro personalizzato, seleziona la categoria Dinamico. Assegna un Nome al timbro e fai clic su OK.
  • Apri il file del timbro in PDF appena creato dalla seguente posizione della directory utente di sistema. Al file viene assegnato un nome in maniera arbitraria.
    • Windows 7/ 10: C:\Users\[nome utente]\AppData\Roaming\Adobe\Acrobat\DC\Stamps ( UFFICIO: C:\Users\standard\AppData\Roaming\Adobe\Acrobat\DC\Stamps)
    • Mac OS: /Users/[nome utente]/Library/Application Support/Adobe/Acrobat/DC/Stamps
  • Vai a Strumenti > Prepara modulo.Assicurati che sia selezionato il file timbro in PDF appena creato (nel passaggio 5). Fare clic su Inizia.
  • Nella barra degli strumenti Prepara modulo, fai clic su Aggiungi campo testo. Posiziona e assegna un nome al campo in cui si desidera che venga visualizzata la data.
  • Fai doppio clic sul campo di testo o fai clic su Tutte le proprietà e seleziona la scheda Calcola.
  • Scegli il pulsante Script di calcolo personalizzato: e fai clic su Modifica. Viene visualizzata la finestra Editor JavaScript.
  • In Editor JavaScript, digita lo script seguente e fai clic su OK..

event.value=util.printd(“h:MM tt, mmm dd yyyy”, new Date);

  • Chiudi la finestra di dialogo Proprietà campo di testo, chiudi la modalità Prepara modulo e Salva il file.Rinomina il file timbro per disporre di un riferimento semplice.
  • Il timbro dinamico è pronto. Per utilizzare il timbro dinamico su più computer, copia il file nella seguente directory del programma.
    • Windows 7/ 10: [install_directory]\Adobe\Acrobat DC\Acrobat\plug_ins\Annotations\Stamps\[language _directory]\
      Ad esempio, C:\Programmi (x86)\Adobe\Acrobat DC\Acrobat\plug_ins\Annotations\Stamps\ENU\
    • Mac OS: /Applications/Adobe Acrobat DC/Adobe Acrobat Pro.app/Contents/Built-In/Comments.acroplugin/Stamps/[language _directory]/

Macio

852

Morire. Oggi parlo di un mio amico che non c’è più. Ho un’immagine nella mente: noi che in quinta elementare giochiamo nel cortile della scuola. Bambini di nove anni, alla finestra della vita. Siamo tanti. Ognuno prenderà la sua strada, cresceremo, studieremo, ci innamoreremo, litigheremo tra di noi. Poi magari ci sposeremo o forse no. Provo a cercare di capire se in quell’istante avremmo potuto intuire, stando un po’ più attenti, che lui se ne sarebbe andato prima di tutti. No. Eppure quel destino era già scritto. Non in tutte le possibili versioni del futuro, ma certamente in una di esse. Questa.
Penso al suo sorriso durante questi ultimi 40 anni, quando ci incrociavamo e, sebbene avessimo preso strade diverse, c’era quel legame, profondo ancestrale, che ci rendeva parte di un pezzo della nostra vita, di una nostra storia che nessun’altro avrebbe potuto capire. L’infanzia.
La tua morte, amico mio, è come se avesse strappato un pezzo di quel libro, così, quasi distrattamente.
Macio è morto, punto.
Mi immagino il tuo gesto esplicito, se te lo avessi raccontato:
“Ehi, lo sai che il 18 agosto 2018 morirai di tumore al cervello? Io lo saprò il giorno dopo da un whatsapp di un amico comune… ‘Mi pare lo conoscessi’ mi scriverà…”
“Mortaccitua – mi avresti detto – fammi grattare va…”
E’ questa la vita in fondo no? Si scherza, per non avere paura.
E quella volta che ti abbiamo tirato il riso dopo l’ennesima domenica che uscivi dalla chiesa mano nella mano con la tua eterna ragazza: “Evviva gli sposi!!!”
“Mortacci vostra… che bastardi…”. E ridevi.
Che poi non mi hai mai detto perché è finita…
Anche lei starà soffrendo questa sera. Anche lei probabilmente sta guardando le vostre foto, i bigliettini che le lasciavi, la carta così smielata dei baci perugina: “Il bacio è l’apostrofo rosa sulle parole Ti amo”, o cazzate del genere. Ma dai che ti piacevano! Cazzone come eri!
Certo, avevi quel problemino sul quale era difficile passare sopra… eri della Lazio! Ma a me in realtà delle squadre di calcio non è mai fregato niente e in fondo quel tuo astuccio con l’aquilotto era anche carino.
Mauro. Lo conosci? Si l’amico di Dando…
Certo che lo conosco. E così questa stronza di malattia ti ha strappato via. E io neanche lo sapevo. Certo non è che incrociandoci sotto casa potevi dirmi: “Ciao Alex, lo sai ho fatto il quarto ciclo di chemio e quella bastarda che sembrava sparita è tornata di nuovo… Ogni volta mi sembra di farcela ma poi ritorna… vabbè dai, prima o poi la sdereno. Che hai visto per caso in giro Checco?”
No. Non lo sapevo. Per questo la botta è stata più tosta. Si lo so, andremo tutti prima o poi, ma quando capita… è sempre una botta. Poteva essere un’altro? Tra quel gruppetto di bambini? O forse qualcuno già se ne è andato e neanche lo abbiamo saputo. Che dire.
Non sarò domani al tuo funerale, quindi ti saluto qui.
Mi spiace, molto, per tuo figlio, per la tua famiglia, per tua moglie che mi hai presentato per strada:
“Ciao Alex… vi conoscete? Lei è mia moglie…”
“ Ma dai? Pensavo fosse la tua amante e questo il figlio illegittimo…”
E tu ridevi.
“Piacere. Scusa, scherziamo sempre così dalla V elementare… bellissimo bambino, si vede che ha ripreso tutto dalla mamma!”
E così. Passava un altro giorno. Avrei potuto contare le volte che ci siamo incrociati sotto casa mentre tu rientravi con la macchina. Se avessi saputo il numero, se le avessi contate al contrario magari l’ultima volta ti avrei abbracciato.
“Non preoccuparti amico mio, funziona così, anche se è doloroso. Ma poi vedrai che troveremo un senso a tutto. Tu prima, ma noi subito dopo.”
Ecco. L’ultima volta, invece di fare una battuta, avrei potuto dirti una cosa del genere. O forse solo abbracciarti e dirti: “Ciao”.
E invece la pellicola di questo film va avanti come vuole. Non ci sono seconde chance, non ci sono avvisi, non si è mai pronti.
Vedo tuo padre, che continua a cercare nell’aiuto agli altri il senso delle cose. E da domani… o manderà tutti affanculo o si impegnerà ancora di più, cercando di scorgere nello sguardo del marocchino della stazione Termini il tuo sguardo, nel suo sorriso il tuo sorriso, nella sua richiesta di un panino il tuo chiedergli la merenda per andare a scuola un altro giorno. E allora per un istante il suo cuore sentirà di esserti ancora vicino, di poterti raggiungere in qualche modo con quel gesto. Sarà vero? O lo crederà solamente? Questo dipenderà solo da lui.
E’ un abominio che un figlio muoia prima di un padre, la natura non dovrebbe permettere questo. Eppure accade. Perché, nonostante tutte le giustificazioni che vogliamo darci, alla natura non gliene fotte una mazza del dolore, di cosa è giusto e cosa sbagliato. Se vuole prenderti ti prende. E basta.
Allora vorresti gridare: “Ma che cazzo!”. Ma non puoi farlo troppo forte, perché ti dicono che ci sono situazioni peggiori: 40 morti nel crollo del ponte di Genova, bambini migranti affogati in mare, ragazze indifese stuprate e uccise da uomini maiale che non meriterebbero neanche l’aria.
Si è vero. Ma che cazzo lo stesso.
Tu, eri un pezzo del mio libro, un pezzo della nostra storia, quella di tutti i giorni. Ed è giusto che siamo fatti così; impazziremmo se percepissimo il dolore di ogni cosa, di ogni uomo. Sopravviviamo perché abbiamo le nostre camere stagne, dove teniamo dentro ben sigillato tutto quello che ci è caro. Poi fuori ci sono le tempeste, i terremoti e gli orrori di cui ci indigniamo e contro i quali lottiamo; ma sono sempre fuori dalla nostra stanza.
Poi succede che qualcosa cade dentro, si crea una crepa, una breccia… poi muore un amico. E oggi quell’amico sei tu. E allora che Cazzo!
E allora… che occhiali ti metterai domani per andare davanti al Padre Eterno? Dai lo so che ti sarai preparato uno dei tuoi completini con camicia tiratissima, giacca e foulard assolutamente intonati e spilletta sul bavero della giacca. Eri proprio un fighetto; i tuoi quasi 50 non si vedevano neanche e la mia pancetta confronto ai tuoi addominali sembrava quella di un lottatore di Sumo. Per questo mi facevi ridere. Perché eri semplice e fico; ordinatissimo e firmatissimo, ma non te la tiravi mai. Così eri alle elementari, con quel ciuffetto ribelle, e così eri ieri.
Per quello la stronza ti ha preso il cervello, perché sul fisico non attaccava, dì la verità!?
Caro mio, non ci sarò domani per salutarti, in quella chiesa dove abbiamo occupato spazi assieme per anni. Magari scordandoci appena usciti di quello che aveva detto il parroco, ma sempre lì, puntuali, forse senza sapere neanche noi perché ci andavamo.
Ebbene, questa volta ci hai superati tutti. Domani lo saprai prima di noi.

Ti abbraccio e verrò a trovarti di tanto in tanto, nel luogo della memoria e dello spirito dove nascondiamo i nostri sentimenti più preziosi, i nostri segreti più belli, che alimentano quella speranza di esserci comunque, per sempre. Tutti.
Ciao Mauro.

 


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