Archivi del mese: luglio 2011

Vinile

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La puntina scruffia rumori tra suoni. Si smuove nel corpo la forza di tempo. Nuova trasformata, matura. Mi spoglio e ballo, svuotando di ogni inibizione il vaso che si è fatto corpo raccogliendo in questi anni storie e momenti stratificati, come ere di pietra, come cerchi di alberi cresciuti anche oltre il loro tempo. Afferro quell’onda emotiva e la faccio mia, la traspongo nel mio nuovo mondo, la posseggo e la proietto altrove per poi riavvolgermi in essa come nel mantello di ciò che resta.
È cambiato il mondo? Cambia il mondo? Il tempo trasforma o rinnova? O forse siamo solo le stesse ingenue fiamme di speranza che ad ogni ventata di ossigeno prendono forza e per cui ogni nuovo legno da bruciare è una emozione da vivere, un amante da infuocare.

Gira il vinile nel suo piatto, e come gli anni che gli appartengono, graffia.


Tradizioni

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Sono stato in un paese. Lontano dalla città e dai tempi veloci. Sono stato. Nel silenzio delle valli verdi, dei pini profumati e dei cipressi. Ho camminato ed ascoltato il vento profumandomi di silenzio e placando le tempeste del mio animo.
C’era un vecchio, seduto su di uno sgabello di legno. Arrotava un coltello; poi lo batteva un Po, poi lo intingeva nell’acqua e ancor lo arrotava. Aveva rughe sul volto, aveva segni del tempo e della storia. Un castello con una torre, e i merli che si intrecciano come in un volo a rincorrersi.
Ho guardato le mie paure da quel luogo perso nel tempo e mi sono chiesto dove fosse andato il mio spirito in quegli anni, ricchi di eventi ma poveri di senso.
Una calda zuppa di funghi dal sapore del bosco e di magie druidiche, mi ha riportato al mondo.


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