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IL SOGNO DI RULAN


๐๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐žฬ€ ๐ฎ๐ง๐š ๐ฌ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐ข๐ง๐œ๐ซ๐ž๐๐ข๐›๐ข๐ฅ๐ž e drammatica, raccontata nei suoi dettagli umani e medico psichiatrici, in modo professionale e attento dal bravo amico e grande psichiatra Pino Riefolo di  SMES Italia con cui stiamo portando avanti ormai da qualche anno il progetto AREA 95 a Binario 95, per cercare di intervenire nei vuoti del sistema per il supporto alle persone senza dimora con problematiche di Salute Mentale. 
Andammo a cercare Rulan assieme ad alcuni membri di SMES Italia tra cui la bravissima Silvia Raimondi, nel dicembre scorso al parco della Caffarella, su segnalazione di una persona di cuore che lavora lรฌ e che con cura e dedizione cerca ogni giorno di creare una connessione tra le "anime perse" che si rifugiano nei luoghi nascosti di quel polmone verde di Roma...

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FORSE NON ACCADRA’ NULLA


19.02.2020 Mattoni di felicitร 

Era come se quel tabellone  appeso in un angolo del bar della terrazza Termini si fosse rubato un pezzo della mia storia: 19.02.2020. O forse anche lui mi stava festeggiano, cosรฌ in silenzio come avevo deciso di fare io, timidamente, senza troppo clamore. Un evento importante, ma immerso nel divenire del mondo e delle cose, cosรฌ come quel cartellone era immerso tra le migliaia di persone che stavano in quel momento passando di sfuggita in una delle piรน grandi stazioni dโ€™Europa, Roma Termini. 

Le cifre non hanno senso, se non siamo noi a dargli quel senso. Anche la matematica non esisterebbe se non avessimo definito noi le regole. 1 + 1 non sarebbe due ma semplicemente il disegno di due barrette verticali con una croce in mezzo. Ma dallโ€™istante in cui  abbiamo deciso che 1+1=2 allora tutto รจ cambiato e incredibilmente affiancando a quelle due barrette unโ€™altra barretta e chiamandola 3 la magia ha incominciato a svilupparsi a trasformarsi, fino a svelarci cose che non avremmo mai potuto immaginare prima, fino a disvelare mondi che altrimenti sarebbero rimasti nascosti a noi e alla vita. Ho sempre pensato che il ruolo della fisica fosse quello di spiegare le cose terrene, mentre quello della matematica di anticipare quelle ultraterreneโ€ฆ (Non me ne vogliano i colleghi Fisiciโ€ฆ ma noi matematici siamo sempre stati  un passetto piรน avantiโ€ฆ ;O) )

E cosรฌ 50, la convenzione del tempo che passa, ma una convenzione a cui ho sempre voluto dare un senso, come un benchmarking, una verifica, che cade comoda proprio alla metร  di un secolo di vita.

โ€œPresidรจ รจ mezza bottaโ€ฆ โ€œ dicevano ieri gli amici di Binario 95 mentre bevevamo unโ€™aranciata e condividevamo una spettacolare torta gelato del nostro amico Andrea Fassi. E allora nella  giornata dei miei 50 anni ho voluto dedicare del tempo a me, alla mia anima, al mio sentire piรน profondo, e ai luoghi che hanno costruito la mia vita, partendo da quellโ€™immagine di io bambino postata proprio qui su FB, dove con il mio orsetto Chiotto in mano (non ci crederete ma supervisiona ancora la mia vita da un angolo della spalliera del mio attuale letto!)  e con tanti amici intorno il  pulcino gigante, il cane bianco con le orecchie storte, lโ€™orso papร  senza un braccio, il pupazzo; e poi Goldrake, Topo Gigio e Braccio di Ferro, e sopra, le motociclette piรน belle del mondo,  con il cuore di un bambino curioso, scrutavo una vita che si sarebbe ancora dovuta dipingere.

โ€œCome sarรฒ da grande?โ€, mi chiedevo. Poi nel tempo questa domanda ha assunto una forma piรน definita, nel momento in cui ho dovuto operare delle scelte: โ€œScelgo! Altrimenti mi ritroverรฒ a 50 anni con una vita che non mi appartiene e delle scelte che non ho fatto io ma, consapevolmente o meno, hanno deciso altri.โ€ 

Ecco il senso dato al numero e non il senso del numero.  Quando pensavo โ€œCome sarรฒ a 50 anni?โ€ non era una domanda, ma una affermazione: โ€œA 50 anni voglio essere me stessoโ€. Cosโ€™altro?

Capite quindi che ieri mi sarei dovuto dare una risposta. Per questo sono stato in silenzio. Per questo ho ripercorso quelle tappe che hanno scandito il senso dei miei primi cinquanta anni di vita. 

E tra quelle ci sono anche molti di voi, anzi tutti, direi, chi piรน chi meno. Ognuno con un mattoncino piรน o meno pesante in mano, a costruire un pezzo della mia felicitร . Si perchรฉ la risposta che ho trovato ieri รจ stata semplice, a 50 anni sono una persona felice, perchรฉ ho la consapevolezza di potermi porre questa domanda,  perchรจ ho il tempo da dedicarmi per poter cercare una risposta e la sinceritร  per sapere che รจ questa condizione รจ un dono, costruito con fatica, ma anche con la grazia di una fiducia in qualcosa a cui sono sempre appartenuto, che ha soffiato il mio esistere in questa realtร  e che mi accompagna, ancora, ad ogni passo, che io ne sia piรน o meno consapevole. 

E allora grazie a voi, amici, costruttori della mia felicitร , voi che con il vostro muro di senso mi avete sorretto quando stavo per cadere; voi che mi avete fatto sorridere, voi che avete asciugato le mie lacrime nei momenti di paura e di abbandono; voi che siete stati padre, madre, famiglia e amanti, perchรฉ lโ€™amicizia รจ ben oltre la carne e la carne non รจ nulla senza lโ€™amicizia. Voi che ogni tanto comparite, con unโ€™icona nuova del vostro volto su Facebook, e mi fate sorridere; ed anche se non vi sento da mesi o da anni, so che ci siete, e siete un pezzo della storia che mi ha portato fino a qui. 

Vi vedo, imperterriti e tenaci, a volte sudando di fatica, che ancora portate quel mattone sulle vostre spalle, piรน piccolo o piรน grande, piรน leggero o piรน pesante, ma comunque con al suo interno, un pezzo della mia felicitร .  Grazie amici miei, grazie di tutto questo. 

Allora era vero, quel tabellone con su scritto 19.02.2020 non mi aveva rubato il giorno dei miei cinquantโ€™anni, stava solo, anche lui, festeggiando con noi.


E in mezzo cโ€™รจ il mondo

Cโ€™รจ una vibrazione che vive nella natura, allโ€™interno dello stelo di un filo dโ€™erba smosso dal vento e allo stesso tempo nella visione di una montagna innevata, nelle correnti fredde dei suoi crepacci ghiacciati, fin dentro le stalattiti che gocciano gelo fuso.

Cโ€™รจ questa percezione di veritร  che non riesci a trascrivere su carta, in parole, in pittura o in musica. Puoi darne il profumo, la sfumatura ma sfugge. รˆ la stessa vibrazione delle stelle, la stessa sensazione dโ€™amore, di fratellanza, dellโ€™Io ci sono e sono con te. Io padre o fratello e amico, non sai. Io piรน grande, che ti avvolge e ti rassicura. Non preoccuparti, comunque Io ci sono, perchรฉ sono ciรฒ di cui tu sei fatto, perchรฉ non puoi prescindere da questo, al netto delle religioni o di altre strade o strumenti che userai per ascoltarmi, per avvicinarmi a te. Io sono lโ€™energia, la luce, la forza, la vita. Sono ciรฒ che tutto ha fatto e che in tutto vive e dove tutto tornerร . Io sono questo dallโ€™inizio alla fine.

E in mezzo c’รจ il mondo.


La morale politica

Essere sobri ed attuare ciรฒ che รจ possibile, e non reclamare con il cuore in fiamme lโ€™impossibile, รจ sempre stato difficile; la voce della ragione non รจ mai cosรฌ forte come il grido irrazionaleโ€ฆ Ma la veritร  รจ che la morale politica consiste precisamente nella resistenza alla seduzione delle grandi paroleโ€ฆ Non รจ morale il moralismo dellโ€™avventuraโ€ฆ Non lโ€™assenza di ogni compromesso, ma il compromesso stesso รจ la vera morale dellโ€™attivitร  politica

Benedetto XVI, 1981


E voi siete pronti a disintossicarvi?


Che paura… Dai ragazzi! Forza ce la fate! Vivetela questa vita!


Gestione Menu in WordPress

Speed tutorial su Word Press per ricordarsi… come pubblicare uno speed tutorial su Word Press, per ricordarsi come pubblicare uno speed tutorial su Word Press,
per ricordarsi come pubblicare uno speed tutorial su Word Press
per ricordarsi come pubblicare uno speed tutorial su Word Press… ;O)


Macio

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Morire. Oggi parlo di un mio amico che non cโ€™รจ piรน. Ho unโ€™immagine nella mente: noi che in quinta elementare giochiamo nel cortile della scuola. Bambini di nove anni, alla finestra della vita. Siamo tanti. Ognuno prenderร  la sua strada, cresceremo, studieremo, ci innamoreremo, litigheremo tra di noi. Poi magari ci sposeremo o forse no. Provo a cercare di capire se in quellโ€™istante avremmo potuto intuire, stando un poโ€™ piรน attenti, che lui se ne sarebbe andato prima di tutti. No. Eppure quel destino era giร  scritto. Non in tutte le possibili versioni del futuro, ma certamente in una di esse. Questa.
Penso al suo sorriso durante questi ultimi 40 anni, quando ci incrociavamo e, sebbene avessimo preso strade diverse, cโ€™era quel legame, profondo ancestrale, che ci rendeva parte di un pezzo della nostra vita, di una nostra storia che nessunโ€™altro avrebbe potuto capire. Lโ€™infanzia.
La tua morte, amico mio, รจ come se avesse strappato un pezzo di quel libro, cosรฌ, quasi distrattamente.
Macio รจ morto, punto.
Mi immagino il tuo gesto esplicito, se te lo avessi raccontato:
โ€œEhi, lo sai che il 18 agosto 2018 morirai di tumore al cervello? Io lo saprรฒ il giorno dopo da un whatsapp di un amico comuneโ€ฆ โ€˜Mi pare lo conoscessiโ€™ mi scriverร โ€ฆโ€
โ€œMortaccitua – mi avresti detto – fammi grattare vaโ€ฆโ€
Eโ€™ questa la vita in fondo no? Si scherza, per non avere paura.
E quella volta che ti abbiamo tirato il riso dopo lโ€™ennesima domenica che uscivi dalla chiesa mano nella mano con la tua eterna ragazza: โ€œEvviva gli sposi!!!โ€
โ€œMortacci vostraโ€ฆ che bastardiโ€ฆโ€. E ridevi.
Che poi non mi hai mai detto perchรฉ รจ finitaโ€ฆ
Anche lei starร  soffrendo questa sera. Anche lei probabilmente sta guardando le vostre foto, i bigliettini che le lasciavi, la carta cosรฌ smielata dei baci perugina: โ€œIl bacio รจ lโ€™apostrofo rosa sulle parole Ti amoโ€, o cazzate del genere. Ma dai che ti piacevano! Cazzone come eri!
Certo, avevi quel problemino sul quale era difficile passare sopraโ€ฆ eri della Lazio! Ma a me in realtร  delle squadre di calcio non รจ mai fregato niente e in fondo quel tuo astuccio con lโ€™aquilotto era anche carino.
Mauro. Lo conosci? Si lโ€™amico di Dandoโ€ฆ
Certo che lo conosco. E cosรฌ questa stronza di malattia ti ha strappato via. E io neanche lo sapevo. Certo non รจ che incrociandoci sotto casa potevi dirmi: โ€œCiao Alex, lo sai ho fatto il quarto ciclo di chemio e quella bastarda che sembrava sparita รจ tornata di nuovoโ€ฆ Ogni volta mi sembra di farcela ma poi ritornaโ€ฆ vabbรจ dai, prima o poi la sdereno. Che hai visto per caso in giro Checco?โ€
No. Non lo sapevo. Per questo la botta รจ stata piรน tosta. Si lo so, andremo tutti prima o poi, ma quando capitaโ€ฆ รจ sempre una botta. Poteva essere unโ€™altro? Tra quel gruppetto di bambini? O forse qualcuno giร  se ne รจ andato e neanche lo abbiamo saputo. Che dire.
Non sarรฒ domani al tuo funerale, quindi ti saluto qui.
Mi spiace, molto, per tuo figlio, per la tua famiglia, per tua moglie che mi hai presentato per strada:
โ€œCiao Alexโ€ฆ vi conoscete? Lei รจ mia moglieโ€ฆโ€
โ€œ Ma dai? Pensavo fosse la tua amante e questo il figlio illegittimoโ€ฆโ€
E tu ridevi.
โ€œPiacere. Scusa, scherziamo sempre cosรฌ dalla V elementareโ€ฆ bellissimo bambino, si vede che ha ripreso tutto dalla mamma!โ€
E cosรฌ. Passava un altro giorno. Avrei potuto contare le volte che ci siamo incrociati sotto casa mentre tu rientravi con la macchina. Se avessi saputo il numero, se le avessi contate al contrario magari lโ€™ultima volta ti avrei abbracciato.
โ€œNon preoccuparti amico mio, funziona cosรฌ, anche se รจ doloroso. Ma poi vedrai che troveremo un senso a tutto. Tu prima, ma noi subito dopo.โ€
Ecco. Lโ€™ultima volta, invece di fare una battuta, avrei potuto dirti una cosa del genere. O forse solo abbracciarti e dirti: โ€œCiaoโ€.
E invece la pellicola di questo film va avanti come vuole. Non ci sono seconde chance, non ci sono avvisi, non si รจ mai pronti.
Vedo tuo padre, che continua a cercare nellโ€™aiuto agli altri il senso delle cose. E da domaniโ€ฆ o manderร  tutti affanculo o si impegnerร  ancora di piรน, cercando di scorgere nello sguardo del marocchino della stazione Termini il tuo sguardo, nel suo sorriso il tuo sorriso, nella sua richiesta di un panino il tuo chiedergli la merenda per andare a scuola un altro giorno. E allora per un istante il suo cuore sentirร  di esserti ancora vicino, di poterti raggiungere in qualche modo con quel gesto. Sarร  vero? O lo crederร  solamente? Questo dipenderร  solo da lui.
Eโ€™ un abominio che un figlio muoia prima di un padre, la natura non dovrebbe permettere questo. Eppure accade. Perchรฉ, nonostante tutte le giustificazioni che vogliamo darci, alla natura non gliene fotte una mazza del dolore, di cosa รจ giusto e cosa sbagliato. Se vuole prenderti ti prende. E basta.
Allora vorresti gridare: โ€œMa che cazzo!โ€. Ma non puoi farlo troppo forte, perchรฉ ti dicono che ci sono situazioni peggiori: 40 morti nel crollo del ponte di Genova, bambini migranti affogati in mare, ragazze indifese stuprate e uccise da uomini maiale che non meriterebbero neanche lโ€™aria.
Si รจ vero. Ma che cazzo lo stesso.
Tu, eri un pezzo del mio libro, un pezzo della nostra storia, quella di tutti i giorni. Ed รจ giusto che siamo fatti cosรฌ; impazziremmo se percepissimo il dolore di ogni cosa, di ogni uomo. Sopravviviamo perchรฉ abbiamo le nostre camere stagne, dove teniamo dentro ben sigillato tutto quello che ci รจ caro. Poi fuori ci sono le tempeste, i terremoti e gli orrori di cui ci indigniamo e contro i quali lottiamo; ma sono sempre fuori dalla nostra stanza.
Poi succede che qualcosa cade dentro, si crea una crepa, una breccia… poi muore un amico. E oggi quellโ€™amico sei tu. E allora che Cazzo!
E allora… che occhiali ti metterai domani per andare davanti al Padre Eterno? Dai lo so che ti sarai preparato uno dei tuoi completini con camicia tiratissima, giacca e foulard assolutamente intonati e spilletta sul bavero della giacca. Eri proprio un fighetto; i tuoi quasi 50 non si vedevano neanche e la mia pancetta confronto ai tuoi addominali sembrava quella di un lottatore di Sumo. Per questo mi facevi ridere. Perchรฉ eri semplice e fico; ordinatissimo e firmatissimo, ma non te la tiravi mai. Cosรฌ eri alle elementari, con quel ciuffetto ribelle, e cosรฌ eri ieri.
Per quello la stronza ti ha preso il cervello, perchรฉ sul fisico non attaccava, dรฌ la veritร !?
Caro mio, non ci sarรฒ domani per salutarti, in quella chiesa dove abbiamo occupato spazi assieme per anni. Magari scordandoci appena usciti di quello che aveva detto il parroco, ma sempre lรฌ, puntuali, forse senza sapere neanche noi perchรฉ ci andavamo.
Ebbene, questa volta ci hai superati tutti. Domani lo saprai prima di noi.

Ti abbraccio e verrรฒ a trovarti di tanto in tanto, nel luogo della memoria e dello spirito dove nascondiamo i nostri sentimenti piรน preziosi, i nostri segreti piรน belli, che alimentano quella speranza di esserci comunque, per sempre. Tutti.
Ciao Mauro.

 


A dream within a dream

Take this kiss upon the brow!
And, in parting from you now,
Thus much let me avow –
You are not wrong, who deem
That my days have been a dream;
Yet if hope has flown away
In a night, or in a day,
In a vision, or in none,
Is it therefore the less gone?
All that we see or seem
Is but a dream within a dream.

I stand amid the roar
Of a surf-tormented shore,
And I hold within my hand
Grains of the golden sand โ€“
How few! yet how they creep
Through my fingers to the deep,
While I weep – while I weep!
O God! can I not grasp
Them with a tighter clasp?
O God! can I not save
One from the pitiless wave?
Is all that we see or seem
But a dream within a dream?

Edgar Allan Poe, 1849
_______________
Un sogno dentro un sogno

Eccoti un bacio sulla fronte!
Ed ora che mi sto separando da te
lascia che te lo confessi –
Tu non sbagli dicendo
che i miei giorni sono stati un sogno;
E se anche la speranza รจ volata via
in una notte, o in un giorno
in una visione  o nel nulla
รจ forse per questo meno perduta?
Tutto ciรฒ che vediamo o crediamo di vedere
non รจ che un sogno all’interno di un sogno.

Resto Immobile tra i ruggiti
di una spiaggia tormentata dalle onde
Tenendo nella mia mano
granelli di sabbia dorata
Sono cosรฌ pochi! Eppure come scivolano via
attraverso le mie dita verso il profondo,
mentre io piango – mentre io piango!
Oh Dio!  Non posso riuscire a trattenerli
con un stretta piรน forte?
Oh Dio! Non posso salvarne almeno uno
dallโ€™onda impietosa?
Tutto quello che vediamo o crediamo di vedere
non รจ forse un sogno all’interno di un sogno ?

(Traduzione @originalex)