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Zdravo Mario

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Messaggio, 25 agosto 2011

“Cari figli, oggi vi invito a pregare e a digiunare per le mie intenzioni, perché satana vuole distruggere il mio piano. Ho iniziato qui con questa parrocchia e ho invitato il mondo intero. Molti hanno risposto ma è enorme il numero di coloro che non vogliono sentire ne accettare il mio invito. Perciò voi che avete pronunciato il SI, siate forti e decisi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Le bombe cadevano, e la voce di questa donna ci illuminava i cuori. Non avevamo chiesto niente noi, eravamo solo a lavorare, ma Lei era lì, l’abbiamo trovata lì. E in qualche modo sentivamo che ci proteggeva, ci accompagnava, ci accarezzava il cuore. Non sapevamo se fosse la madre di Gesù il Nazzareno, una donna venuta dallo spazio o un’illusione di sei bambini impazziti, ma c’era. E la gente la cercava, e la gente la pregava e alla fine anche noi la pregavamo assieme agli altri, per essere con loro, per essere per loro; e per Lei.
“ZDRAVO MARJO MILOSTI PUNA GOSPODIN STOBOM….”

Ora ritorna improvvisamente in questo mondo squarciando il velo del tempio e gridando a noi anime sopite: “Svegliatevi!”. Chi sei, donna del cielo? Chi sei, donna dei sogni? Chi sei madre nascosta e silente che scendi dal tuo cielo per occuparti di noi poveri mortali. Noi che ce ne freghiamo di te e del male del mondo, noi che fingiamo perdono uccidendo nel cuore e nella mente, noi che leggiamo degli scritti antichi per riempirci le bocche della parola “credo” e poi non avere fiducia neanche in noi stessi. Chi sei donna? E perchè vieni tra noi?


Angeli e pelle

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Sollevati dalle ali dei ricordi dei tempi trascorsi tra i mondi; puri; bianchi; musiche armoniche e sottili.
Ci osservano i nostri Angeli. Loro che sono già stati, loro che hanno partecipato al nostro venire e divenire. Tessono le tele delle nostre possibilità ricamando emozioni e sogni, intrecciando storie e fantasie.
Stendono le loro braccia luminose sulle nostre paure ricordandoci ancora che è sempre lo stesso gioco quello a cui stiamo partecipando.

Angeli, forti e benedetti. Benedetti da quel cielo che li accogli e li nutre, tutti, infiniti, raggruppati in colori e  suoni, tutti, uniti
in un solo pensiero di Dio.

Suda la pelle calda e bruciata dai soli terreni; bagnate le mani si raccolgono al viso unto di lacrime mute.
Un sospiro trasale e la coscienza si svuota. Vuoto, e luce a riempirlo, paradosso di istanti che potrebbero chiudere il cerchio in se stessi e lasciare il tempo in equilibrio.

Angeli, forti e benedetti. Seduti ad osservare quel muoversi immobile.
Fermi anche loro nel rispetto della nostra possibilità di scelta.


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