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E in mezzo c’è il mondo

C’è una vibrazione che vive nella natura, all’interno dello stelo di un filo d’erba smosso dal vento e allo stesso tempo nella visione di una montagna innevata, nelle correnti fredde dei suoi crepacci ghiacciati, fin dentro le stalattiti che gocciano gelo fuso.

C’è questa percezione di verità che non riesci a trascrivere su carta, in parole, in pittura o in musica. Puoi darne il profumo, la sfumatura ma sfugge. È la stessa vibrazione delle stelle, la stessa sensazione d’amore, di fratellanza, dell’Io ci sono e sono con te. Io padre o fratello e amico, non sai. Io più grande, che ti avvolge e ti rassicura. Non preoccuparti, comunque Io ci sono, perché sono ciò di cui tu sei fatto, perché non puoi prescindere da questo, al netto delle religioni o di altre strade o strumenti che userai per ascoltarmi, per avvicinarmi a te. Io sono l’energia, la luce, la forza, la vita. Sono ciò che tutto ha fatto e che in tutto vive e dove tutto tornerà. Io sono questo dall’inizio alla fine.

E in mezzo c’è il mondo.


Ave Vacuum

Se il vuoto si stupisse del nulla
oltre i respiri spenti
scaldando una lapide assente;

stringo nel pugno
come musica il suono
di vacue espressioni,
acqua tra sabbia
e dita
di grani costretti
in un incerto perdono.

E nel sangue che è vita
tra membra di uomo
si scioglie l’ipotesi astratta
di uno spazio
dedicato al mio scopo,
al mio Ave.

Laddove trascende l’inutile
e muore
nel seno dorato
strappato d’amore e parole
e assolto
dal teatro del tempo.

23 gentile da fabriano - pala dell'adorazione dei magi


E dopo

Contenuti in equazioni di materia
coordiniamo movimenti ritmici
verso direzioni ignote.

Inspiriamo attimi di tempo
permettendogli 
di modellare
le emozioni dei giorni
e trasformarle in storie.

Sussultiamo di dubbi e paure
persi in spazi
che non sappiamo dove.

Esultiamo fantasie
come bambini sulla sabbia.

Ma poi torniamo sempre,
qui
di fronte al bianco che si fa parola
per strappargli verità
di una sola domanda:

E dopo?


E.

Non è inchiostro, ma tasti.

Tasti e schermi che nascondono parole.
E le parole le emozioni.
Emozioni di emozioni
che hanno composto i secondi della giornata
mentre restavo assente
celandomi agli occhi
miei e del mondo.

Poi un lampo, uno squarcio, un ricordo,
di percezione nascosta in un tempo;
più o meno.

Sostanzialmente il tempo.
Si racchiude tra istanti
di una notte qualsiasi,
tra un anno e un età,
tra una vita e un evento,
casuale,
che mi ha portato qui
ora.

E.

Se non mi stessi chiedendo,
anche questo perderebbe di senso.
Se non stessi scavando
sarei ancora assente allora
utile forse solo allo spazio
che il mio corpo ha sottratto.

Il corpo,
ora svanito dietro visioni
di una percezione che mi porta oltre
spingendo confini
che non  potrò mai varcare.

E.

Sostanzialmente è questo.
Nient’altro, in fondo.


Bianco

Vibrazioni dei tempi

risuonano
in silenzio.
Nella notte
il buio si dilata
generando
ipotesi di speranza.

Le ruote
si aggrappano all’asfalto
spasmodiche
tengono l’orizzonte
le unghie sanguinanti
costruendo il viaggio.

Una brezza
profumo e di viole
accoglie la stanchezza
abbraccia il sonno.


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