Eccome

Eccome! Se mi chiedessero di parlare dell’uomo, lo farei. Ma nascosto in una bolla di acqua e vetro che mi permetta di guardarlo senza esserne parte. Perchè questo siamo, parte di una storia che non conosciamo, parte di vite più o meno nostre, che continuiamo a interrogare, per capire, per capirci.
Eccome se ne parlerei dell’uomo, e della donna, la più bella. Parlerei di quello che di loro non comprendo, dell’esserci e dello scomparire ad ogni istante, del pianificare domani che forse non accadranno mai e vivere oggi sorprese straordinarie nate dal nulla. Parlerei della speranza per ciò che ognuno di loro crede buono, giusto, opportuno e di come quella speranza gli dia la forza per attraversare un’altro giorno, dall’alba al tramonto.
Se dovessi, se potessi parlare degli uomini, e delle donne, racconterei l’amore, quell’alchimia di chimica e anima che lascia trasparire sensazioni di verità. Se potessi parlare agli uomini li abbraccerei tenendoli tutti stretti al petto; tutte, madri, figlie, ma anche padri e soli… ad illuminare lo spazio silenzioso e impalpabile che divide il mio corpo dal vostro.
Eccome se lo farei. E poi riguarderei la mia opera, tutta, continuando a interrogarmi sul perché, del mio eccome.


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