Fija mia, ecco Natale

E allora Fija mia ecco Natale.
Che de regali potevo fatte tanti
na camicetta, un libro un par de guanti
per rendete contenta dentro ar core.

Ma quello che se compra quanto dura
un anno? un mese? un giorno? ’n paro d’ore?
E come poi imbriglia’ in una scadenza
sto sentimento che se chiama amore.

Te lo vorebbi mette in un pacchetto
co ’n fiocco che je desse na parvenza
de acqua bella fresca da na fonte
che spegnete ogni arsura dentro ar petto.

Vorei pe’ te che fosse come un ponte
che te portasse sopra l’infinito
la mamma, tu ed io presi pe’ mano
pe’ sempre in un abbraccio custodito.

Vorei che un giorno, che te parò lontano
leggendo ste du righe ricordassi
che tempo e spazio so come na prassi
mentre in realtà è questo ciò che siamo.

Che se davero dentro a quaa grotta
ce stava ’n regazzino Sarvatore
è come se ogni anno,
ce ridesse la rotta
pe navigà diritti verso er core.

Semo de carne, ma fatti de pensiero
co na speranza sola de sarvasse
capì che quer che conta pe’ davero
è amasse
tutti quanti a modo uguale.

Eccoce fija mia, ora è Natale.


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