Archivio dell'autore: originalex

Tartamostra Molisana

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Dragon Sabbath over an indian Sprinkle

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Owl’s glasses

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Volevo essere Re

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Love at first sight

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Miao

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Butterfly Effect

Il battito delle ali di una farfalla in una foresta tropicale può scatenare eventi in grado di cambiare il destino del Mondo.

E se faccio un Origami?

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Ave Vacuum

Se il vuoto si stupisse del nulla
oltre i respiri spenti
scaldando una lapide assente;

stringo nel pugno
come musica il suono
di vacue espressioni,
acqua tra sabbia
e dita
di grani costretti
in un incerto perdono.

E nel sangue che è vita
tra membra di uomo
si scioglie l’ipotesi astratta
di uno spazio
dedicato al mio scopo,
al mio Ave.

Laddove trascende l’inutile
e muore
nel seno dorato
strappato d’amore e parole
e assolto
dal teatro del tempo.

23 gentile da fabriano - pala dell'adorazione dei magi


Sconosciuto

Sottile ombra di luce
libera nel buio universo
e brilla
dei ricordi di un tempo non mio
cullando
un’essenza quieta e vuota.

Nel vagito di un grillo
scorre una natura sorpresa:
un incanto, un volo,
sopra quei desideri dispersi.

E bambino guardavo il tempo,
lo stesso tempo
ma nascosto in un cappotto di felce
e ghirlande di fiori,
rubando i ruscelli alle trote
e i sassi alle montagne.

È tutto qui. Quasi finito ormai.

Quanto ancora? Uno? Dieci? Trenta?
Cinquanta soli a rigirar le stelle?
E i pianeti a fargli da collana?
Ma anche cento o mille,
non sarebbe sempre ora?
non saremmo sempre nudi
in un mare incomprensibile?
illusi di conoscere
ma vuoti,
come conchiglie al vento
nel risuonar delle nostre stesse voci.

C’era un sentiero una volta,
l’incenso
con l’odore di note e di notte
e la terra rossastra tra mani leggere
mentre i leoni falcavan gli sterpi.

Poi la paglia
ha coperto fatiche
e curato piedi stanchi.
Ma la notte,
le note,
ruggiscono ancora i felini
e le ombre sbaragliano il tempo.

Eccomi dunque. Qui e ovunque.

E nell’annullarmi nel vuoto,
in questo sogno distante,
sfuggo domande insensate
e ascolto
lo sconosciuto me stesso.


J, un’ipotesi di felicità

 

J - Versione paperback

J è il nome del figlio che Andrea e Aurora non vedranno mai. A diciassette anni la vita oscilla tra quello che si è, e quello che si vorrebbe essere, e il ruolo di genitore non sembra trovare spazio nel destino di due ragazzi di una Roma degli anni ’80 che si ritrovano soli, nel pieno della loro gioventù, ad affrontare qualcosa più grande di loro stessi: un aborto. Per una volta, questo evento drammatico in genere visto dal lato femminile, è raccontato dalla voce di un ragazzo in lotta tra l’istinto di essere uomo e un quotidiano che sembra non voler contemplare quella “ipotesi di felicità”.

© Originalex Febbraio 2013
Copertina Libro

Copertina Libro

© Originalex Settembre 2012