Archivi categoria: Poesia

Deflezioni

La luce che rivela gli spazi
dove muoviamo i nostri corpi.
La mente cerca nutrimento dagli eventi
e il cuore si aggrappa alle rocce
che nella salita balenano certezze emotive.

Poi un bambino,
con la cartella in spalla
e si apre l’universo.


Franceska

fiore

L’amore passeggia in un cappotto
su una strada di foglie d’autunno.
Si scalda ed ammicca
coperto dal vento.

D’inverno la neve
al fuoco riscalda
sussurra le storie
dei padri e del tempo.

Tra i fiori che cantano al sole
l’amore sorride di giorno;
la luna saluta la sera
l’amore,
tra i campi di primavera.

L’amore d’estate
tra sabbia e montagne
si tuffa nell’acqua del mare
e ti torna a trovare.

L’amore, l’amore
compagno nel tempo
di anelli, di baci,
promesse e di giochi.
Tra queste parole
raccoglie l’amore
e nel tuo compleanno
ti abbraccia al suo cuore.

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Pane burro e marmellata quotidiana

toast

Una soffitta,
quattro casse
un pupazzo e una stella.

“Ti amo!”
grossi chicchi di grandine tonda.

Prendo un uovo nella paglia calda –
La gallina chioccia.

Stormi di uomini su binari di vetro;
L’incoscienza del sapere quotidiano;
e il pane
di burro e marmellata di Scozia.


L’Assenza

Nel trasparente camminare
noto un’assenza
che risuona,
nelle mie ore vuote
a toccare il cielo.

Mentre avvolgo
le tempeste nel mio manto di cera
il sole scalda
e liquefà la terra.

Mi chiama mi brama,
l’assenza,
mi attira mi stira e mi caccia;
non c’è.

Poi ricompare, celeste
dipinta d’amore e di nulla.

L’amore
che insegue e la guarda,
la cuce alle scarpe
ma scappa,
l’assenza,
nell’ombra di un muto riflesso.


Il giovane, il vecchio, l’amante e il bambino

Il giovane, il vecchio, l'amante e il bambino

Gioventù, saggezza, amore e innocenza sono le quattro anime che l’autore, va a riscoprire nel percorso di crescita dall’adolescenza all’età adulta, andando a rispolverare vecchi quaderni di poesie e pensieri che tratteggiano i contorni del suo poliedrico carattere. Quattro stagioni del sentire magistralmente illustrate da una grande artista agli inizi della sua carriera di pittrice, Renata Conti, amica di infanzia con la quale l’autore aveva condiviso venti anni fa l’idea di questo progetto artistico che ora, anche grazie alle nuove tecnologie editoriali digitali, riesce finalmente a prendere luce.

© Originalex Novembre 2012

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La notte

La notte,
Nel silenzio
Due risa e un abbraccio.

Il cuore
E il respiro
Evanescenti i pensieri
Come fumo bianco
Inafferrabili
Soli e leggeri.

I pensieri,
Soli e leggeri

Calore tra le dita
Sul palmo delle mani
Una lacrima bagna la pelle
Di acqua e di sale.

La notte
Che libera l’anima
Che scioglie il peso del corpo
E lo fa trasparente.

Mentre il mondo si spegne e si accende
E la vita
Accarezza ogni cosa.


E dopo

Contenuti in equazioni di materia
coordiniamo movimenti ritmici
verso direzioni ignote.

Inspiriamo attimi di tempo
permettendogli 
di modellare
le emozioni dei giorni
e trasformarle in storie.

Sussultiamo di dubbi e paure
persi in spazi
che non sappiamo dove.

Esultiamo fantasie
come bambini sulla sabbia.

Ma poi torniamo sempre,
qui
di fronte al bianco che si fa parola
per strappargli verità
di una sola domanda:

E dopo?


Tonno in scatola

Sospiro.

Tra una lama di luce e un’ombra
si sospende il tempo.

Battiti ritmati
di un muscolo che respira la mente.

Siamo tonni in una scatola di latta
che tentano di dare un senso a se stessi.

Aggregati di molecole, onde
energie in equilibrio.

L’anima ci nutre di oltre
lasciandoci appesi all’incertezza.

L’universo annusa verità
con formule che lo vestono.

E mentre Dio sorride soddisfatto
noi ci mangiamo una pizza.
Col tonno.


Inconsapevole

Il suono contamina le cose che vedo
gli dà vita, le accende di senso.
Musica che anima gli spiriti nascosti nella gente,
li fa parlare dei propri drammi
delle pulsioni nascoste,
delle vittorie e dei dolori.

Sostengo uno sguardo sconosciuto,
dietro occhiali spessi che nascondono meraviglia;
raccolgo la mia vita in una frase
spremendone un succo
che non sapevo neanche mio.

Resto, mi arresto
nel mezzo del turbinio,
del divenire, dell’accadere
e scompaio
ora come trent’anni fa
quando timidamente m’affacciavo al mondo.

Vorrei piangere
ma non saprei dove raccogliere le lacrime.

Tutto qui. Non c’è altro.
Un sentimento inconsapevole d’amore
che non trova la pace che cerca
nell’ordine casuale delle cose.


Caronte

Torno a voi
miei ascoltatori ignoti
che tendete l’orecchio
al suono di queste parole piccole
e celate,
nell’attesa che io vi sveli
mondi, sorprese e fate.

Mi aspettate,
dietro uno schermo o sotto un giornale
per bermi un’emozione
che non sia banale;
per gridare
che anche voi avete pancia
fatta di sogni,
e di succo d’arancia.

Vi porgo il bicchiere
bevete
come fosse acqua che leva
la sete.

Credete
ch’io sia la fonte
ma no.
Non son’ altro che un vecchio Caronte
per traghettarvi dal noto all’ignoto
o viceversa,
che la speranza non vada mai persa.

Nel silenzio
che lascia muti anche i muri e le porte.


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