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Tra sulti di erba

Soffici sulti odorosi
di erba bagnata
grappati nel vuoto
circonda
li osservo e mi svuoto
di senso.

Lascio
l’asfalto
nel mondo
e sospendo
alla casa celeste.

Le grida dei templi
scaraventandomi
da nuvole a piombo.
Fischia e romba e sfreccia e sbrana
Quel piombo.
Brandelli.
Di piombo.

Nero.
Circonda quegli occhi
inespressi
e bocche
lappose di idiota.

E’ all’alba
che il monte si apre e che squarcia
di luce la valle e la sabbia
si empie
di acqua di acqua
e di acqua
si riempie
di voce e di luce
sospira
la pace.

Bagnato di nudo e di fuoco
sollevo il mio sguardo all’immenso
e tra vortici e stelle
mi lancio
in altrove.


SAPPI LA LUNA

19Settembre2010

Quando leggerò questa data
e mi interrogherò su cosa
in questo momento stessi pensando
Sappi la Luna
e le stelle lontane
che in sé
conoscono verità.

Ed allora quando cercherai
tra queste righe
quella verità,
Sappi la Luna
che quella verità
non è più qui
ma nei tuoi stessi occhi
che mi stan guardando.

Di dieci in dieci scorrono i miei anni
ed altri ne son per iniziare.
E ancora non c’è risoluzione
tra le cose confinate al mondo
e quelle al cielo;
tra le panchine e i sogni.

Quando leggerò questa data
e mi interrogherò su cosa
stessi provando,
Sappi la Luna
ladra del mio cuore
in questi novant’anni.


Bianco

Vibrazioni dei tempi

risuonano
in silenzio.
Nella notte
il buio si dilata
generando
ipotesi di speranza.

Le ruote
si aggrappano all’asfalto
spasmodiche
tengono l’orizzonte
le unghie sanguinanti
costruendo il viaggio.

Una brezza
profumo e di viole
accoglie la stanchezza
abbraccia il sonno.


Due Parole

Due parole
basterebbero se trovassi
per strappare il mio sento
dal cuore e
trasformarlo
in parole

Non sarebbe, allora
il contenuto, il concetto
ma il senso, di ora
vaporato dal letto.

E’ un amore
da baciare o
una crosta
da staccare;
l’astinenza
di un vecchio ubriaco
o di un giovane
fatto e lasciato.

Presunzione
di averlo io solo
di conoscerlo
mistico e dono.

La paura che in fondo
non sia altro che un altro
che un falso
girigirirotondo
profondo
per quanto.

E la testa si china
pesante,
E la luce va giù
ed il sento
strappato stampato
nel mio cuor
non è più.


Riflessi di Orione

Un sussurro,
e all’improvviso il cielo
squarcia il suo velo.

E’ notte,
ma il sole è sognante
ed agita il suo vento
verso una nuova idea.

Navigano nella polvere
cosmica i fantasmi del tempo
ed attendono
la nostra consapevolezza.

Una frenata
e il semaforo si schianta sul cruscotto
il vetro in panne
e la mente si solleva.

Dove ho guadagnato
questa grazia

Come ho raggiunto
questa altezza.

Sibilo
e sussurro tra le bolle
sospeso nel rosso e nel nero.

Il sole mi scalda e
l’universo mi gela.

Strascico
Strappo
Sforzo
Scardino

Un Meteore mi sbatte in faccia
l’asfalto.
C’è olio e benzina
e riflessi di Orione.

Mi alzo e mi trascio.

Respiro ancora.


VOCI DI SABBIA

Volo nella Notte

Volo silenzioso
Volo ad ali stese
Libero e maestoso.

Nudi su di un velo
morbido e ribelle,
chiusi dentro Sfere
fredde sulla pelle.

Squarcio una di quelle,
cado in una Luce
Ridi nell’immenso
scivoli con me.

Soli in una stanza
Lune in un cassetto
Stelle e arcobaleni
adoperati a tetto.

Siamo due conchiglie
in una sola idea
che ha creato un Dio,
accanto alla sua Dea.